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Great agulberk 2011-09-04 1:45

Ciao Anna Paola
L’uomo è come un bambino delicato durante il suo processo di crescita. Esiste una grande forza nella sua debolezza e una grande potenza nella sua inabilità. Proprio grazie a questa forza e potenza tutta la creazione è sottomessa al servizio dell’essere umano. Se l’uomo consapevole della propria debolezza pregasse Dio con parole, atteggiamenti e comportamenti retti e Gli chiedesse sempre aiuto con la consapevolezza della propria insufficienza, svolgerebbe il suo compito di gratitudine e nel contempo conquisterebbe l’obbedienza tutte le creature. Facendo così l’uomo potrebbe raggiungere la realizzazione di tutti i suoi desideri e avere tutti gli oggetti sotto il suo domino. Lasciato invece da solo in balìa della propria potenza, non riesce ad ottenere nemmeno una decina di quei risultati. A volte addirittura si illude di ottenere tutto con la propria forza, laddove i suoi risultati non sono nient’altro che il frutto delle sue preghiere.
Per esempio, la debolezza di un pulcino crea una tale potenza in sua madre tale da permetterle di combattere anche contro un leone per difendere il suo piccolo. Anche la debolezza di un cucciolo di leone ricorda un altro meraviglioso animale, sua madre, la quale nutre sempre il suo piccolo, soffrendo a volte essa stessa persino la fame.
Non è forse eccezionale questa potenza che risiede nella debolezza? E non vale la pena di scorgervi, in casi simili, gli esempi della Compassione Divina? Pensiamo a come un bambino bisognoso riesca a farsi obbedire da persone potenti, vuoi piangendo, vuoi gridando, oppure recitando la parte dell’afflitto. Così facendo il bambino ottiene mille cose, mentre le sue scarsissime forze non gli permetterebbero di ottenerne nemmeno una. In breve, la sua debolezza ed inabilità provoca sentimenti di affetto e protezione negli adulti, persino negli eroi, e li riduce al proprio servizio, grazie ai movimenti delle sue piccole mani. Se un bambino rifiutasse con superbia l’affetto a lui dimostrato e dicesse: “Tutto ciò l’ho fatto io con la mia forza”, misconoscendo di fatto tutta la protezione a lui concessa, meriterebbe senz’altro un bello schiaffo. Infatti, se l’uomo rifiuta la Compassione che il suo Creatore gli dimostra, dicendo: “Tutto ciò che possiedo l’ho ottenuto con la mia potenza e conoscenza”, meriterà sicuramente una grave punizione, proprio come avvenne nell’esempio di Qarun che diceva: “Con la mia forza e scienza ho acquistato tutto ciò che possiedo”.
Siccome questa è la realtà allora tu, o uomo, lascia da parte il tuo ego e la tua arroganza! Dichiara presso la Corte Divina la tua debolezza ed impotenza, richiedendo il Suo aiuto! Dichiara ancora, con le tue preghiere e suppliche, la tua povertà e miseria e dimostraGli che sei un suo servo autentico dicendo:

"Ci basta Dio ed é buon protettore!"
(23. Parola)

Saluti, passa una buona settimana!

  #1  
Old 09-04-2011, 11:41 PM
chris04stop's Avatar
chris04stop chris04stop is offline
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Default To agulberk: Dio

Mio caro amico, non posso che essere d'accordo con te. Troppo spesso gli uomini, per superbia o per ignavia, trascurano di pregare Dio. Qualunque esso sia: io non ho pregiudizi in merito. Ritengo che Dio sia uno solo, con molti nomi, ma pur sempre lo stesso. E Dio va pregato con umiltà, talvolta supplicato. Ci ascolta sempre, soprattutto quando ne abbiamo più bisogno. Mia madre, tempo fa, mi ha aggiunto un biglietto a un regalo, per un mio compleanno. C'era scritto:" Un uomo, molto credente, si lamentava dell'assenza di Dio nel momento di un suo grande dolore. E gli diceva: Tu mi avevi promesso di camminare sempre con me. Perché, mentre io soffrivo così tanto, non c'erano le tue orme sulla sabbia, accanto alle mie? E Dio: Figlio, sbagli. Le orme che hai visto sulla sabbia erano le mie, non le tue. Perché mentre soffrivi così tanto io ti portavo in braccio".
Passa una buona settimana anche tu!
Anna Paola
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  #2  
Old 09-05-2011, 05:48 AM
agulberk's Avatar
agulberk agulberk is offline
TE Newbie
 
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Location: Ankara
Posts: 58
Post Ciao

Ciao Anna
Siccome la fede rende indispensabile la preghiera e la preghiera è un mezzo per acquistare il favore divino, la natura umana ne sente fortemente la necessità. Dio lo dichiara nei versi coranici con la seguente espressione:

"Di’: Il Mio Signore non si occuperà di voi se voi non Lo pregate.”.
(Corano 25: 77)


"ChiamateMi, ed io vi risponderò."
(Corano 40: 60)
Questi versi vogliono dire semplicemente: "Che importanza avete voi, al di fuori della vostra preghiera?"
Si potrebbe obiettare: "Per quanto sia importante il significato di questo verso coranico e quantunque ci dica che esiste una risposta ad ogni preghiera, noi spesso preghiamo costantemente, ma le nostre preghiere non vengono esaudite".
A tale affermazione la nostra risposta suona così: rispondere è una cosa, accettare è un’altra. C’è una risposta per ogni preghiera, ma esaudirla ossia concedere la cosa desiderata dipende dal giudizio di Dio Onnipotente. Per esempio, se un bambino ammalato chiama il medico perchè gli dia una medicina, il medico potrebbe dargli sia la medicina che voleva il bambino, sia un’altra medicina ancora migliore per la sua salute, oppure niente, essendo il medico consapevole che qualunque medicina sarebbe dannosa per quel tipo di malattia. Proprio nello stesso modo Dio Onnipotente, Onnipresente ed Onniscente risponde alle suppliche delle Sue creature. Dio con il suo dono e con la sua presenza trasforma la depressione della solitudine in un’atmosfera di tranquillità. La risposta di Dio non è determinata dal desiderio umano. E’ Lui con la sua Sapienza Assoluta che concede la cosa desiderata o ne concede una migliore, oppure non concede nulla.
La preghiera è una specie di adorazione che dà i suoi frutti nell’aldilà. Gli scopi che scaturiscono dalle necessità quotidiane costituiscono soltanto una circostanza per le preghiere. Per esempio, la preghiera per la pioggia è un rito e la scarsità di pioggia precisa il suo tempo, ma non ne precisa lo scopo. Tutte quelle preghiere e suppliche non hanno in fondo l’intenzione di far cadere la pioggia. Se questo fosse lo scopo, le preghiere sarebbero prive di senso e di sincerità; non sarebbero degne di essere accolte. Un altro esempio a questo proposito: il tramonto è il tempo della preghiera del "maghrib", ossia della sera. Inoltre le eclissi solari e lunari determinano il momento di altre due preghiere particolari. Siccome le eclissi mettono in evidenza la grandezza di Dio, il Creatore ci invita, in quell’occasione, a fare delle preghiere speciali.
Così si dimostra che queste due preghiere non hanno niente a che fare con il processo delle eclissi, l’inizio e la fine delle quali si possono sapere soltanto grazie ai calcoli astronomici. Le preghiere non sono certamente adatte a spiegare il processo delle eclissi.
La stessa cosa è valida per le calamità e le minacce di eventi pericolosi che costituiscono il tempo o l’occasione di qualche preghiera speciale. Sono tempi particolari in cui l’uomo si rende conto della propria impotenza e si rifugia alla Corte dell’Onnipotente per mezzo di preghiere e suppliche. Nonostante le preghiere, se accade che le disgrazie non vengano evitate, non è da dirsi che le preghiere non siano state accettate, ma piuttosto che il tempo delle preghiere non è ancora terminato. Se Dio Onnipotente ci salva dalle disgrazie ciò è il risultato della sua Grazia e Generosità e indica il termine delle suppliche e la realizzazione dell’evento desiderato.
La preghiera è insomma una caratteristica del culto e il culto dovrebbe essere celebrato solamente per amore di Dio. Vale a dire, quello che resta all’uomo è rifugiarsi in Dio, dimostrandoGli la propria impotenza. Non si deve intervenire contro l’autorità divina ma sempre con una totale fedeltà verso i giudizi divini, si devono lasciare le cose a Dio, senza mai accusarNe la compassione.
E’ un dato di fatto che ogni creatura nell’universo, fino alla più piccola particella del cosmo, com’è sottolineato in versi espliciti del Corano, porga a Dio i propri elogi ed esegua il proprio culto particolare; tutti questi atti costituiscono una preghiera rivolta alla Corte Divina. La preghiera a volte viene eseguita secondo una predisposizione innata, come quella degli animali e delle piante i quali, tramite la propria inclinazione naturale, chiedono a Dio di realizzarsi in un modo ad essi consono e di vedere completamente manifestati in sé gli attribuiti divini. Esiste anche la preghiera che ogni vivente fa per le necessità indispensabili, mettendo in rilievo la propria situazione bisognosa, chiedendo a Dio, il più Generoso, gli alimenti per mantenersi in vita. Un’altra preghiera invece è quella fatta da coloro che si trovano in difficoltà. Con animo turbato si rifugiano nel loro Protettore e con una supplica che sgorga dal profondo dell’anima si rivolgono a Colui che è il più compassionevole. Queste tre specie di preghiere sono sempre gradite, a meno che non si frapponga qualche ostacolo.
L’ultima, la quarta e la più nota, è la nostra preghiera che si suddivide in due categorie. La prima è quella attiva e concerne la vita pratica. La seconda è quella orale e sentimentale che concerne il cuore.
Per esempio, quando si cerca di causare un avvenimento desiderato si fa una preghiera attiva. In questo caso l’uomo è cosciente del fatto che ricercare tutte le cause non basterà a conquistare il traguardo desiderato. Per questo motivo richiederà a Dio l’oggetto dei suoi desideri tramite i suoi comportamenti e le sue opere, dimostrando cioè una certa attività. Arare il terreno, ad esempio, è una preghiera attiva e significa bussare alla porta di Dio, alla porta del Tesoro della Compassione. Siccome una tale supplica è rivolta al "Nome" e agli altri attribuiti dell’Infinitamente Generoso, nella maggior parte dei casi verrà accettata.
Per quanto riguarda la preghiera fatta con la lingua e col cuore, si tratta qui di chiedere qualcosa che per noi è irraggiungibile. L’aspetto più importante e il frutto più delizioso e appagante di tale preghiera è quello di venire a sapere che esiste Qualcuno che è sempre al corrente di tutto quello che abbiamo nel cuore e che estende la sue Mano dappertutto, che può rispondere ad ogni desiderio e che ha un’infinità pietà di noi quando cadiamo in miseria ed é sempre pronto ad aiutarci quando soffriamo la povertà
Allora, o uomo povero e miserabile! Non tralasciare mai le preghiere che sono la chiave per aprire la porta del Tesoro della Compassione! Non tralasciare mai quella fonte inesauribile di potenza! Conserva gelosamente la preghiera e ascendi al grado più alto dell’umanità! Includi nelle tue preghiere tutte le altre preghiere dell’universo, proprio come un sultano! Rivolgiti a Dio in nome di tutte le creature, dicendo: "Soltanto da te richiediamo l’aiuto"
, e sii un ottimo esempio del creato!

Passa una buona settimana anche tu!
Adnan
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