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Il tempietto del Clitunno è un piccolo sacello a forma di tempio nel comune di Campello sul Clitunno (PG). Si trova a circa 1 km a valle delle sorgenti del fiume Clitunno ("Fonti del Clitunno"), in una zona dove si trovano altre risorgive ("Vene del Tempio"), nella frazione di Pissignano. Il tempietto fa parte del sito seriale "Italia Langobardorum. Centri di potere e di culto (568-774 d.C.)", comprendente sette luoghi densi di testimonianze architettoniche, pittoriche e scultoree dell'arte longobarda, la cui candidatura alla Lista dei patrimoni dell'umanità dell'Unesco è stata accettata nel marzo 2008. Si tratta di una piccola chiesa ("chiesa di San Salvatore"), a forma di tempietto corinzio tetrastilo in antis. In passato era ritenuto essere un sacello romano riconsacrato come chiesa, ma la presenza di una croce al centro del timpano, coerente e integrata al resto della decorazione scolpita, sembra provare che fu invece sin dall'inizio un edificio di culto cristiano. La costruzione dell'edificio è stata attribuita al IV-V (secondo alcuni la datazione scenderebbe tuttavia al VII secolo, ed ha riutilizzato probabilmente i resti di un più antico sacello pagano e materiali di reimpiego; la maggior parte degli ornamenti scolpiti sono tuttavia, a differenza di altre opere architettoniche longobarde, manufatti originali e non reimpieghi di elementi di età romana.
Sull'architrave si trovano, rispettivamente sui lati ovest, sud e nord, le seguenti iscrizioni in caratteri maiuscoli romani quadrati, rarissimo esempio di epigrafia monumentale altomedievale:
(LA)
« SANCTUS DEUS ANGELORUM QUI FECIT RESURRECTIONEM
SANCTUS DEUS APOSTOLORUM QUI FECIT REMISSIONEM
SANCTUS DEUS PROPHETARUM QUI FECIT REDEMPTIONEM » (IT)
« Dio santo degli angeli che ha effettuato la resurrezione
Dio santo degli angeli che ha effettuato la remissione dei peccati
Dio santo degli angeli che ha effettuato la redenzione »

L'edificio è costituito da un basamento con camera accessibile da un portale sul fronte, e da una parte superiore in forma di tempietto. L'ambiente ricavato nel basamento coincideva con i resti di un più antico edificio pagano. La parte superiore conserva la facciata in antis a quattro colonne corinzie: scanalate a spirale le due laterali, tra due pilastri, sorreggono la trabeazione ed il frontone. L'accesso alla parte superiore avveniva per mezzo di due scalinate laterali con protiri e, in origine, precedute da un proprio pronao, che venne demolito nel XVIII secolo per riutilizzarne i blocchi. L’interno comprende la cella, coperta da volta a botte e con edicola che inquadra l'abside sul fondo. Sono presenti affreschi del VII secolo (il Salvatore tra i santi Pietro e Paolo e Angeli), che hanno somiglianze con quelli di Santa Maria Antiqua a Roma. Nonostante la scarsa propensione dei duchi longobardi ad accogliere la contemporanea rinascita anticheggiante che si sperimentava a Roma, gli interventi sul tempietto raggiunsero, come poco più tardi la chiesa di San Salvatore a Spoleto, una coerenza classicheggiante eccezionale, sia nella struttura architettonica sia nella ripresa dei modelli decorativi romani. Il tempietto ebbe fama nel Rinascimento e venne rilevato o copiato da Francesco di Giorgio Martini, Benozzo Gozzoli , Palladio (che lo riteneva opera romana), Piranesi e Vanvitelli. Viene citato nella poesia di Byron], mentre piccoli templi presso le sorgenti del fiume e altre sorgenti minori, ville e terme sono citati nella descrizione pliniana, che ne ricorda la dedica del tempio maggiore al dio Clitunno.

The Temple of Clitumnus (Tempietto del Clitunno) is a small paleochristian church that sits along the banks of the Clitunno River near the town of Campello sul Clitunno between Spoleto and Trevi, Umbria, Italy. In march 2008 this site has become a candidate as a World Heritage Site of the UNESCO.

There was originally a pagan shrine dedicated to the river god Clitumnus, built along the Via Flaminia, the road from Rome to Ariminum (Rimini). It was described by Pliny the Younger in his Epistulae book VII, 8: "Next to it [to the river] stands an ancient and venerable temple in which is placed the river-god Clitumnus clothed in the usual robe of state; and indeed the prophetic oracles here delivered sufficiently testify the immediate presence of that divinity". A popular touristic spot in Roman times, it attracted Roman citizens and emperors alike to consult and to worship the oracles of the river god.

16th century humanist thought that the tempietto had been converted from a pagan temple into an early-Christian church, dedicated to San Salvatore, probably in the fourth century. It was however probably built from the ground up in several stages, using materials taken from the numerous mausoleums and Roman villas that surrounded the river and the lake. This can be clearly seen by the Corinthian column screens, the tympanum reliefs with a cross surrounded by vine scrolls and the Latin inscriptions in Roman square capitals from its friezes.

SANCTUS DEUS ANGELORUM QUI FECIT RESURRECTIONEM

SANCTUS DEUS APOSTOLORUM QUI FECIT REMISSIONEM

SANCTUS DEUS PROPHETARUM QUI FECIT REDEMPTIONEM
Inside on the rear apse walls of the tempietto one can see the faded traces of two eighth-century frescoes of Jesus and St. Peter and St. Paul. These are the oldest frescoes in Umbria. They resemble the frescoes in Santa Maria Antiqua, a 5th-century church in Rome.

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